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Corpo Bandistico Musicale "Città di Cividale"

La storia

Anni 1300/1400
Nella storia cividalese, si celano le tracce di sostanziose presenze musicali, che possiamo collegare con un filo immaginario alla Banda. Ogni avvenimento cittadino, civile o religioso, sin dai tempi antichi, risulta sottolineato da un appropriato intervento musicale.
Nel 1396 troviamo i pividori alla festa del palio, che con strumenti ad ancia, bombarde e cornamuse allietavano dame e cavalieri al torneo più famoso dell’anno.
Anche nel palazzo del patriarca non mancavano li piferi.
In chiesa le festività erano solennizzate anche da violini, tromboni, arpa, spinetta e arpicorda.


Anni 1700
Una sorta di illustre antenato della moderna Banda, è l’Accademia Filarmonica, compaginemusicale attiva negli ultimi decenni del Settecento, che riuniva insieme i più bei nomi della nobiltà locale come Boiani, de Puppi, de Claricini, Pontotti, de Portis, de Brandis, Modena, Boschetti, nonché i borghesi e il clero del locale Capitolo, accomunati tutti dal desiderio di “fare musica”.
La banda musicale, con il concetto che ne abbiamo ora, si affermerà con la rivoluzione francese, quando gli eserciti marciavano accompagnati dagli inni delle nuove libertà; saranno proprio le armate Napoleoniche - e l’Impero Austroungarico - a portarne l’esempio in Friuli, dove in seguito si assisterà a una vera e propria fioritura delle bande musicali.
Troviamo citato il termine “Banda”  per la prima volta in carte cividalesi nella seguente annotazione: 6 maggio 1798 per manzia alla Banda stata alla Accademia per mancanza di nostri istromenti L 22”.


Anni 1800
L’ingresso ufficiale nella storia cividalese di un sodalizio bandistico, legittimato da firme e timbri dell’Autorità, risale al maggio 1842, quando veniva approvata dal Governo austriaco la richiesta di costituire in Cividale del Friuli una Società filarmonica, diretta all’unico scopo di coltivare la musica ed’istruirvi gratuitamente gli allievi poveri dagli anni 10 ai 20.
La sospirata approvazione governativa del 1842 aveva preso avvio il 3 febbraio precedente tale data, e il Commissario Distrettuale di Cividale appoggiava il regolamento presentato dalla Presidenza della Filarmonica, sotto ogni punto di vista lodevole comparendo la istituzione, e lo scopo della Società privata de’ Signori Cividalesi, e passava le carte alla Delegazione Provinciale di Udine per la superiore approvazione. Qui si sottolineava l’assoluta necessità che le quattro ore di lezione di musica venissero collocate al di fuori dell’orario delle scuole elementari maggiori, per non impedirvi la partecipazione. Tale preoccupazione, veniva osservata dal Direttore Generale di Polizia di Venezia, era inutile in quanto fra i socj non se ne trova alcuno che frequenti le pubbliche scuole, perché appartenenti alle primarie famiglie di quel Comune , e vi figurano Sacerdoti, impiegati, possidenti e negozianti…..
Finalmente dopo il nulla osta della Polizia, la pratica giungeva sulla scrivania della Presidenza Governativa, con sede nella città lagunare. A seguito della relazione del Consigliere barone Pascolini, finalmente l’Imperial Regio Governo autorizzava l’istituzione della privata Società Filarmonica, il cui scopo si è di coltivare la musica, che ebbe vita effimera, in quanto dopo solo tre lustri viene ripresentata, di nuovo, la richiesta per l’istituzione e il riconoscimento della Società Filarmonica a Cividale.
Il 3 giugno 1857 partiva, ufficialmente, la nuova richiesta anche se, presumibilmente la banda era già stata ricostituita, stante la richiesta avanzata dalla Commissione istituita a Udine per organizzare i festeggiamenti in occasione della presenza delle Maestà Reali in Friuli nel 1857. Con risposta datata 8 febbraio 1857 il corpo bandistico cividalese risponde negativamente alla richiesta, in quanto non può prestarsi questa banda civica al servizio in Udine senza un vestito uniforme. Chiarendo che la maggior parte dei sudetti (bandisti) sarebbe intervenuta senza compensi di sorte, essi consideravano l’indecenza del proprio vestito in simili comparse, non che il compromettere il loro amor proprio vedendosi al di sotto delle altre bande in piena tenuta, figurando essi invece suonatori avventurieri. La banda di allora era composta da 24 suonatori con i seguenti strumenti: 4 clarini, 2 flauti, 5 trombe, 4 corni, 2 tromboni, i fagotto, 1 bombardina, 2 bombardoni, 3 per la gran cassa. Dalle origini della banda e per circa un quarantennio il maestro fu il cividalese Giovanni Sussuligh, buon violinista e distinto compositore di musica da ballo, era appellato “piccolo Strauss del Friuli”, che a poco a poco sa portare il corpo bandistico ad un punto tale da essere giudicato uno dei migliori del Friuli.
Vicemaestro era Giacomo Cattaneo, eccellente concertista di bombardino.
La banda suona durante la buona stagione, alternativamente in piazza del Duomo e in quella Paolo Diacono, dilettando il pubblico con le popolari melodie di Verdi, di Rossini e di altri maestri dell’epoca.

Nel 1868 il Comune di Cividale spendeva per la banda 1200 lire, di cui 1080 per il compenso al maestro Sussuligh, mentre i soci ne versavano altre 480, da ripartirsi tra i bandisti. Purtroppo, le cose stanno prendendo una brutta piega e il Consiglio Comunale nella seduta del 17 luglio 1872 delibera a malincuore, il ritiro di tutti gl’istrumenti ed oggetti di spettanza del Comune.
Non pare mancare il desiderio di riorganizzare il corpo bandistico, ma ciò pare fattibile solo destinando fondi adeguati e fino al 1886 si riuscì a combinare in qualche modo. In quell’ anno venne costituito un Circolo Musicale anche grazie all’appoggio morale e pecuniario della Società Operaia ed il direttore fu il maestro Sussuligh. Nel 1887 il comune concede 900 lire e presta ottimi strumenti di provenienza austriaca per uso della Banda e con il ritorno di alcuni suonatori della vecchia Banda, nel 1888 è attivata la nuova. Così con aiuti provenienti da più direzioni e grazie al Circolo Musicale, la nuova banda con 40 elementi non farà rimpiangere la brava e bella banda di una volta, considerata la migliore del Friuli. La scelta della nuova uniforme, per motivi economici fu semplificata per non cadere nel marziale grottesco o arlecchinesco o funebre, ma doveva essere semplice.
Oltre alla banda civica, altre note musicali si diffondevano tra le vie dei palazzi della città ducale. I Cividalesi più in vista cercavano attraverso una scelta attività musicale di poter dimostrare di essere non une vile, ma une ponte di citât
Le file dei suonatori erano rimpolpate con l’attività del Circolo Musicale, organizzatore di corsi gratuiti di musica, sia per strumenti ad arco, a fiato, che per il canto. Per irrobustire gli introiti si erano organizzate le ‘Feste Autunnali’.
Nel 1893 muore il maestro Sussuligh dopo lunga malattia e conscio della prossima fine ha la forza di dettare una Marcia funebre con la volontà che venga eseguita sulla sua tomba. La banda dà il suo saluto accompagnandone la salma al suono delle note da lui create.
Nel 1896 viene costituito a Cividale un Consorzio Filarmonico “Jacopo Tomadini”, che si propone di formare allievi per la Civica Banda ed i cori, di promuovere concerti, curarne il decoro e concorrere a tutto ciò che può riuscire di vantaggio all’arte musicale ed alle tradizioni della città. Il Consorzio si assumeva lo stato attivo e passivo del preesistente Corpo bandistico cittadino, sostituendosi e ricevendo in consegna strumenti, partiture, divise e documenti.
La banda continuava ad esibirsi e nell’aprile del 1893 per le nozze d’argento dei Reali, in piazza Paolo Diacono, eseguì un concerto serale diretto dal maestro Tomadini. Il suo apprezzato servizio era sempre richiesto, dall’affollata estrazione della tombola, alla consegna dei premi agli alunni meritevoli delle scuole cittadine, all’annuale parata della compagnia Alpina, al compleanno del re ed ai funerali di eminenti personalità locali. Per ogni servizio, la gratifica era di tre lire a bandista. Tutto bene fino al 1899, quando il Consorzio si sciolse ed il Municipio di Cividale avocava a sé l’istituzione della Banda. Da lì in poi il Municipio, con una attenta commissione di vigilanza, prende il controllo di tutto, dallo stipendio per il maestro, assunto con un concorso e per i suonatori, agli strumenti, ai locali ed alla musica. I nuovi suonatori dovranno prestarsi gratis per un biennio e tutti dovranno essere ligi alle prove ed ai concerti, indetti e controllati dalla commissione di vigilanza, pena un richiamo disciplinare. Nel 1899 il maestro Luigi Teza assumeva la direzione della banda, conferendo un nuovo assetto, formando un completo organico in grado di eseguire anche partiture complesse.

Anni 1900
I Cividalesi varcarono la soglia del XX secolo con il sottofondo delle note dei loro bandisti all’uscita della solenne messa di mezzanotte, ordinata da papa Leone XIII.
Il primo concerto del 1900 ebbe luogo il 29 aprile e dal 26 agosto durante tutte le domeniche della Mostra Campionaria allestita nei locali delle scuole elementari con espositori da tutta Italia, il cui successo fu anche dovuto alla sua presenza: dopo ammirati i vari oggetti esposti, solleticava molto la prospettiva di gustare della buona musica che fu eseguita in modo inappuntabile dalla banda cittadina sotto la valente direzione del maestro sig. Teza.
Non mancava qualche ‘scaramuccia’, come quella avvenuta con il cappellano di Sanguarzo, che giudicò strumenti profanatori quelli suonati dalla banda perché suonano anche nelle feste da ballo. Gli abitanti ricordano che nel giorno del suo insediamento fu accolto dal suono dei medesimi strumenti che dovrebbero aver ‘profanato’ anche lui…
Troviamo la banda sempre presente in svariate iniziative, il 25 agosto 1901 per l’inaugurazione della luce elettrica a Cividale, alla serata pro Sicilia del novembre 1902 per la raccolto di fonti per i terremotati; la nascita del principe Umberto fu salutata il 16 settembre 1904. Continuava a funzionare la scuola gratuita di strumenti a fiato, aperta per i giovani da 15 a 20 anni, da cui provenivano le nuove leve per il corpo bandistico. Tra questi allievi si formava, nel 1907, una fanfara.
Qual’era il repertorio del corpo bandistico con il maestro Luigi Teza? Parti staccate del Preludio Sinfonico (Gostinelli), dalla sinfonia Il Musicomane, la Preghiera della Regina Margherita, una Sinfonia di Adam, Marcia jolanda, Marcia reale con fanfara, Musica funebre di Beethoven, riduzione per banda del valzer mariet; oltre a Mazurke e Polke, risultano in gran voga i ‘potpourri’, che il maestro ricavava dalle opere La Forza del destino, Un ballo in maschera, Mefistofele, Faust, Guarams, Isolda, Cenerentola, Gioconda, L’assedio, di Leida, Saffo, Simon Boccanegra, Cavalleria Rusticana, I Vespri Siciliani, Luisa Miller. Inoltre componeva pezzi originali, come la Marcia Cividalese.
Nel 1906-7 il numero di bandisti era quasi una quarantina con la divisa blu con filetti di panno bianco, ‘paramani’ di panno nero, bottoni d’argento, artistiche lire e stemmi cittadini. Oltre alle esecuzioni bandistiche, Cividale si trova in grado di offrire all’esigente pubblico anche dei discreti concerti e stagioni d’opera al ‘Ristori’.
La banda entrò in un periodo grigio e nel 1912, all’arrivo del nuovo Decano del Capitolo cividalese, mons. Valentino Liva, si formò il corteo, con in testa alquanti suonatori della ricostituenda banda cittadina. Nel 1913 scompare il maestro Luigi Teza e nel 1914, dopo le nuove elezioni comunali i nuovi amministratori trovarono una situazione disastrosa e tra i vari tagli ci fu anche la sovvenzione al corpo bandistico, che riuscì a riprendersi nel 1915. L’attività proseguiva per i decenni successivi, tra alti e bassi, ma poche altre pagine di vita ci vengono svelate per la penuria di documenti. Ricordiamo che negli anni trenta, presso l’istituto Friulano Orfani di Guerra, ubicato a Rubignacco, funzionava una scuola interna di musica per strumenti a fiato ed era costituita una fanfara di 30 elementi. Dopo essersi sciola nuovamente nel 1931, nel 1944 sappiamo che era diretta dal maestro Moschioni e da un caporale delle truppe tedesche. Le esibizioni avvenivano nei campi di lavoro dell’esercito e molto spesso venivano interrotte bruscamente a causa delle incursioni aeree alleate ed una volta passate, riprendevano. La banda si dissolveva negli ultimi anni quaranta.
Nel 1951 il bandista Giuseppe Marioni scriveva: oggi del fiorente corpo bandistico musicale, orgoglio dei nostri padri, non rimane che la memoria (….) un simpatico piccolo mondo musicale, ormai da noi tanto lontano e che i giovani d’oggi, volti ad altri ben romantici ideali, non hanno né l’animo né forse la virtù di far rifiorire.
Fortunatamente animo e virtù non scompaiono dalla città ducale ed Armando Cantarutti in quel giro d’anni, superando le difficoltà, specialmente finanziarie,volle ricostituire il corpo bandistico, recuperando gli strumenti che il comune aveva in abbandono in una soffitta. Quindi nel 1953 con il maestro Antonio Marti, si avviarono i corsi della Scuola con quattro lezioni settimanali presso la palestra comunale ed il 30 maggio del 1954, con trenta elementi le note della ricostituita banda cittadina rieccheggiarono in piazza Duomo per la festa del Vino di Cividale. Il corpo bandistico, che giungeva a contare anche 85 allievi dei corsi, gestito dalla Pro Cividale, tornava a sottolineare con commenti musicali gli avvenimenti religiosi, civili, cerimonie, manifestazioni e feste con un cammino intenso e soddisfacente fino al 1960, quando si risciolse.
Negli anni successivi ci furono altri tentativi di ricomporre la banda, ma solo nel 1976, grazie al coinvolgimento del sindaco da parte di cantanti del coro Foraboschi ed ex suonatori, si formò il primo comitato composto da Sergio Braidotti, Paolo Picco, Mario Cignacco,Giovanni Fabris, Giorgio Flaibani, Vincenzo Lappetito, Teobaldo Miani e Pietro Cantoni. Grazie al loro impegno, il 25 settembre 1978 venne costituito il “Corpo Bandistico Musicale – Città di Cividale”.
Il primo presidente fu Pietro Cantoni, seguito da Giovanni Fabris, Teobaldo Miani, Giangaetano Zamparo, Modesto Gonano, Liberale Alan, Eleonora Zompichiatti, Ariedo Bront e Maurizio Zenezini. Il comitato così formato cercò di contattare i suonatori degli anni precedenti, ma tra emigrati, trasferiti e defunti, alla prima riunione del 1977 si presentarono quasi la metà. Con l’aiuto del maestro Giacomo Pontoni e all’amministrazione comunale, si riuscì a creare un corpo bandistico gestito dai suonatori e non più dalla Pro Loco, presso le sale del Ricreatorio. Il patrimonio strumentale degli anni ’50 era stato in parte perso per atti vandalici ed in parte messo tra la cella mortuaria dell’ospedale e la soffitta del palazzo comunale. La bacchetta fu affidata al maestro Loris Bianchi e si avviarono i corsi di formazione musicale sovvenzionati dal Provveditorato agli studi di Udine, che rilasciava il diploma della Pubblica Istruzione dopo tre anni di studio.
Il 2 novembre del 1978 si ebbe la prima lezione ed il 6 gennaio 1980 il primo concerto in occasione dell’Epifania. Durante la Festa del Vino del 1982, venne sfoggiata la divisa con giacca rossa e berretto bianco, che sono i colori della città che rappresentano. Dal marzo 1989 il Corpo Bandistico Musicale “Città di Cividale” è diretto dall’abile bacchetta del maestro Mauro Meroi che ha saputo rinnovare l’intero repertorio musicale.

 

 

 

 

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